420 o il numero di Marihuana

I know my shit
La vera storia di The Waldos from San Rafael, California. High-Times e i Grateful Dead

Non so se la dicitura sia diffusa in Italia, ma pare che lo sia all’estero, in particolare in USA e anche ad Amsterdam e altri posti dove ci sono concetrazioni di fumatori di Cannabis, usano il codice 420 per indicare il concetto di “fumare erba”, stonarsi con Marja etc…
Per me fino a un articolo dell’Huffington Post 420 era solo un modello di deriva da competizione, intendendo con questo non un affare di droghe ma di barche a vela…
E Invece scopro questo mistero del 420, che oltre ad essere legato alla Marihuana per motivi misteriosi, rappresenterebbe anche una data di festa per i consumatori, il Weed Day che cadrebbe propio il 20 aprile. Quindi sappiamo che aprile/venti è noto come weed day e si festeggia da Amsterdam alla California da un po’ di anni… Ma da dove viene? è davvero una data? a che si riferisce? quando nasce?
Leggende metropolitane vogliono che il codice indichi il quantitativo di chimica (THC) presente nell’erba e, a parte che questo varia da pianta a pianta, è un assurdità perchè stiamo parlando di droghe leggere. Secondo altre voci è un codice della polizia per segnalare il tipo di crimine, questo mi sembrava meglio, ma dovrei rivedermi tutto The Shield per essere sicura che Vick Mackey dica 420 almeno una volta in 7 stagioni e francamente non ho tempo.
Ma poi cerco internet e c’è una voce su Urban Dictionary da essere talmente assurda e poetica che sembra una presa per il culo.
Il post è firmato da I KNOW MY SHIT
420
So far the majority of you are incorrect.
420’s origin IS known.
the term 420 originated at San Rafael High School, in 1971, among a group of about a dozen pot-smoking wiseacres who called themselves the Waldos, who are now pushing 50. The term was shorthand for the time of day the group would meet, at the campus statue of Louis Pasteur, to smoke pot. Intent on developing their own discreet language, they made 420 code for a time to get high, and its use spread among members of an entire generation.
So there ya go, someone’s parents out there invented the term 4/20.
And remember this:
There are NOT 420 chemicals in Weed. It’s about 315, the num. goes up or down depending on what you’re smoking.
4/20 is NOT police code or Maryjane.
And that whole shit about Holland and 4/20 over there being “tea time” for smokers isn’t true either.
I know my shit.

Ho letto ‘sta cosa e ho pensato subito alla bufala, perchè traducendo sembra che tutto risalga a una buffa storiella nata nel 1971 in un liceo della California. Ma a tradurre letterale a me viene da pensare che alla scuola di Raffaello dei fattoni (avete presente il quadro di Raffaello Sanzio della Scuola di Atene dei filosofi… dite se non sembrano dei fattoni), dodici discepoli di Marja, detti The Waldos si incontravano regolarmente alle 16:20 per fumare erba sotto una statua di Louis Pasteur, chimico e biologo francese, che si è dedicato fra l’altro a studiare i meccanismi di fermentazione del luppolo per fare una birra migliore di quella tedesca.
INVECE grazie all’Huffington scopro che la storia dietro a 420 raccontata da Iknowmyshit non solo è vera, ma coinvolge anche un paio di rock band mitiche dei sixties. A raccontarla è Warren Haynes, il chitarrista dell’Allman Brothers Band, che da un po’ di tempo suona con i Morti Grati (a proposito, buona pasqua, rendiamo grazie) cioè i Grateful Dead, che dalla morte dello storico chitarrista e cantante Jerry Garcia girano in Tour con una nuova formazione col nome semplice di Morti, perchè Garcia era grazia e se ne è andato.
I Dead sono al 57 posto della classifica RollingStones e hanno dato vita a un culto di fan che li seguivano nei concerti in giro per USA, una tribù di adepti dei morti grati che si sono chiamati Deadhead… testemorte seguaci dei morti che suonano country, blues e psichedelia rock. Qui il riferimento a The walking dead è voluto, e in generale cito l’idea di soggetto nomade e nomadismo come strategia generazionale di re-sistenza politica: ZOMBIE REVOLUTION 4Ever. Faccio riferimento a un concetto espresso dalla fiosofa Rosi Braidotti: http://www.euroalter.com/IT/2010/conversazione-sul-nomadismo-intervista-a-rosi-braidotti/
Ma se volete basta che vi vediate tutta la filmografia di George Romero e magari anche Rob Zombie (in particolare segnalo il misconosciuto The Devil’s Reject per la colonna sonora)

Insomma Warren Haynes è confuso e dice in un video che non ricorda quando è nata questa dicitura del 420, ma Huffington insiste e sembra che tutto venga fuori da una turnè nel Natale del 1990 i Grateful erano a Oakland e fra i Deadhead girava un volantino giallo che diceva così:
We are going to meet at 4:20 on 4/20 for 420-ing in Marin County at the Bolinas Ridge sunset spot on Mt. Tamalpais
Sul retro del flyer una spiegazione confusa: 420 started somewhere in San Rafael, California in the late ’70s. It started as the police code for Marijuana Smoking in Progress. After local heads heard of the police call, they started using the expression 420 when referring to herb – Let’s Go 420, dude!Ma allora c’entrano davvero i Waldos… iknowmyshit ha ragione! Huffington rintraccia la crew di fumatori ormai sulla cinquantina, Steve, Dave e il fratello maggiore di quest’ultimo Patrick, che confermano la storia.
Certo è che i Waldos negli anni ’70 non si sarebbero mai immaginati che le loro ritualità da fumatori si sarebbero trasformate in una celebrazione collettiva del pot’ssmoking festeggiata il 20 aprile. 
MARIJUANA SMOKING IN PROGRESS
MSP è un buon acronimo per le magliette
Insomma il 20 aprile è festa, soprattutto in diverse Univerità americane, al punto che le autorità hanno diramato allerte: non stonatevi troppo, che quest’anno è pure Pasqua…
“As another April 20 approaches, we are faced with concerns from students, parents, alumni, Regents, and community members about a repeat of last year’s 4/20 ‘event,'” wrote Boulder’s chancellor in a letter to students. “On April 20, 2009, we hope that you will choose not to participate in unlawful activity that debases the reputation of your University and degree, and will encourage your fellow Buffs to act with pride and remember who they really are.”
Ma allarmismi a parte il codice 4:20 è diffuso parecchio nella cultura pop: pensate agli orologi di Pulp Fiction, fissi spesso su quest’ora.Il codice torna anche nelle leggi della California: quando nel 2003 è stato approvato l’uso medico della marihuana, la legge è stata chiamata SB420. Ma nessuno sembra avere le idee chiare sull’origine del codice; si da per scontato che il senatore John Vasconcellos, che ha sostenuto la proposta di legge, fosse abbastanza esperto nella materia da conoscerne il significato.
Ma la storia la raccontano i Waldos che nell’autunno del ’71 sentono dire in giro di un agente della guardia costiera, proprietario di una piccola coltivazione vicino alla stazione di Point Reyes Peninsula. Muniti di mappa i Waldos tentano il saccheggio della piantagione. Siccome i ragazzi praticavano, come ogni buon americano, un sacco di sport e si incontravano al pomeriggio alla statua di Pasteur dopo gli allenamenti per poi andare a fumare, è lì il luogo da cui parte tutto… (si lo so sembra Infinite Jest… but that’s USA!)
Ma mica è facile trovare la piantagione e le prime spedizioni del gruppo sono un flop, anche perchè i ragazzi su una vecchia Chevy Impala del ’66 fumano in macchina, sulla strada da San Rafael fino a pt.Reynes e poi tutti fusi non deve essere tanto facile localizzare il piccolo campo nella sterminata costa californiana. E così l’abituale caccia al tesoro va avanti per un po’ giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, trasformandosi in un rituale giovanile.
E poi? alla fine Steve Waldo ammette che non hanno mai trovato il campo…anche se ormai il codice era nato. 420 diventa un modo di dire telepatico e sicuro per il gruppetto di fumatori di San Rafael.
Ma ora la domanda è come si diffonde la dicitura, al punto da diventare così mainstream da essere usata 30 anni dopo anche su Craiglist?
Il fatto è che la storia porta al collasso della cultura hippie e alla diffusione delle droghe chimiche e psichedeliche e i Grateful Dead si trasferiscono sulle colline di Marin County, nei pressi di San Rafael.
“Marin County era una specie di ground zero della contro-cultura”, racconta Steve Waldo, che oltre ad essere amante della musica dei Grateful Dead aveva anche affari con loro, il padre gestiva delle proprietà per conto della band. E Patrick era diventato amico del bassista Phil Lesh (qui a fianco), oltre che manager di una band collaterale che collaborava ai tour dei Dead. Quindi i Waldo diventano i primi deadhead e contagiano con il loro codice la band.

Una foto dei Grateful Dead del 1970
La band di cui Patrick era manager si chiamò Too Loose To Truck and the Sea Stones, con loro oltre al bassista Lesh hanno suonato altre leggende del rock come David Crosby e il chitarrista Terry Haggerty.

Il bassista dei Dead Phil Lesh
Quindi i Waldos membri attivi dell’entourage dei Grateful Dead iniziano a passare spinelli dicendo: “Hey amico ecco un four/twenty” e il codice si diffonde… La memoria dei fumatori di marihuana non è proprio ottima e quindi Lesh dichiara che non sarebbe sorpreso che la definizione sia stata coniata dai Waldos, ma sull’origine del termine purtoppo non ha le idee chiare: “I do not remember. I’m very sorry. I wish I could help,” ha detto recentemente.
Un altro membro della comunità hippie, un certo Wavy-Gravy a cui è stato intitolato un gusto di gelato, sull’origine del 420  suggerisce che iniziò “da qualche parte nella fumosa foschia della notte dei tempi.. Ma che tempo è adesso? Ve lo dico io: adesso è l’Eternità!”
Così 420 si diffonde nella comunità dei deadhead con i tour dei Grateful Dead negli anni ’70  e ’80 e da lì passa alle riviste musicali, che aiutano a diffondere il termine globalmente. In particolare Steve Hager, editor di http://www.hightimes.com  dichiara che ha iniziato a usare il codice per promuovere una serie di eventi legati alla cannabis, come la World Hemp Expo Extravaganza e il campionato di coltivazione, Cannabis Cup. Così promossa da High Times, la parola 420 si espande dall’underground legato ai Grateful Dead a tutta la comunità dei fumatori, diventando un fenomeno internazionale.
A partire dai primi anni ’90 High Times compra il dominio web 420.com.
E per una cronologia completa dei significati simbolici e non di 4/20 (tra cui la data di nascita di Carmen Electra) vi rimando a http://www.hightimes.com/read/history-420
E così si torna al Flyer giallo che viene postato sul web, con scarse aspettative, nessuno si immaginava che la cosa si sarebbe trasformata in pochi anni in una festa del raccolto primaverile, prodromo di molte parade e marce per la legalizzazione della cannabis.Nel 1997 i Waldos decidono di regolare la questione e contattano High Times per chiarire il significato del codice e soprattutto spiegare che non si trattava del codice della polizia per indicare i sospetti consumatori e spacciatori di cannabis: “Il fatto era che non esiste nessun codice della polizia chiamato 420 in California, e quelli di High Times non avevano neanche controllato”. Quindi Hager si incontra con i Waldos e capisce che in effetti tutto nasce a San Rafael.
Se di un gergo si potesse fare un copyright i Waldos sarebbero miliardari, così come in Italia quello del CICIULEO (anche se il gergo italico rimane nettamente relegato in territori più limitati per un problema di madrelingua). Quindi Dave Waldo un po’ rosica, ma rimane orgoglioso dell’invenzione del codice: “Ho ancora un sacco di amici che dicono ad altri amici che conoscono il tizio che ha dato origine alla cosa del 420. E’ una sorta di culto celebrativo e due anni fa alla Cannabis Cup di Amsterdam sono stato spedito in aereo a spese di High Times come un guru”.
Dave e Steve Waldos lavorano insieme in un’impresa di credito e finanza e spendono più tempo a lavorare e farsi rodere il culo, piuttosto che a fumare erba… ma è un necessario effetto collaterale dell’età che avanza e dei tempi di merda in cui viviamo. Anche gli altri Waldos stanno bene, uno è capo marketing di una vineria nella Napa Valley, un’altro è nel business di stampa e grafica (il Flyer giallo fu cruciale!) e il terzo fa il riparatore di tetti e grondaie.
“Devo dirigere un business, devo rimanere lucido” dice Steve, spiegando perchè ormai fuma raramente: “Sembra che tutti quelli che conosco che fumano regolarmente, ogni giorno o varie volte in una settimana, abbiano sempre qualcosa che non va nella loro vita, sul lavoro o nelle loro relazioni personali o su questioni finanziarie… Insomma è molto divertente, ma sembra che se uno ne abusa ci sia una sorta di prezzo karmico da pagare.”
Più morbida è la posizione di Dave: “Non ho mai sostenuto l’uso della marihuana, ma per me ha funzionato. Sono sicuro che sulla mia lapide ci sarà scritto: One of the 420 guys.”
Io per esempio ne faccio uso regolarmente, riuscendo a lavorare, guadagnare e avere pure relazioni quasi normali, la sfiga e che ne faccio un uso anche medico, perchè lo lego a un altro codice del sistema sanitario nazionale che è 048.
Buon WEED DAY

Articolo originale di Ryan Grim http://www.huffingtonpost.com/2010/04/20/420-meaning-

By Fosca Gallesio